In tutte le applicazioni più comuni la superficie del chip che costituisce il rivelatore giace normalmente alla direzione della radiazione incidente e quindi l'assorbimento può avvenire solamente all'interno dello spessore del chip stesso, che di solito è di poche centinaia di micron. Nelle applicazioni mediche, tuttavia, è molto importante minimizzare la quantità di radiazione necessaria per ottenere una immagine significativa ed è quindi imperativo poter estrarre il massimo dell'informazione contenuta nel fascio di radiazione usata per produrre l'immagine. Ciò è possibile, fra l'altro, massimizzando l'efficienza del rivelatore.
Il rivelatore adottato da SYRMEP
riesce ad ottenere un'efficienza molto elevata, nell'intervallo di energie
tra 15 e 35 keV, grazie alla scelta della geometria: il rivelatore presenta
un lato, anzichè una superficie, alla radiazione incidente ed in
questo modo la profondità di assorbimento diventa pari alla larghezza
del chip, che può essere di qualche centimetro, invece che al suo
spessore. Questo assicura, nell'intervallo di energie indicato, il totale
assorbimento di tutti fotoni incidenti.
